Molte persone in questi giorni hanno suonato le campane a morto per il capitalismo così com'è strutturato oggi e altri ancora lo difendono perdendosi in chiachere da bottega.Invece bisogna capire il perchè è potuto accadere inmodo che non si ripeta e trovare le soluzioni per evitare la catastrofe. Innanzi tutto per fortuna la BCE si è decisa a tagliare i tassi d'interesse che da tempo tiene sconsideratamente alti, qusto porterà ad un amento di liquidità non tanto all'immissione di moneta ma al calo della frazione d'interessi di tutti i debiti, soprattutto i mutui, alleggerendo il peso delle rate e permettendo, se così si uò dire, di respirare un pochino di più.
Ora analizziamo il perchè di questa crisi: perchè le banche sono fallite? Semplicemente perchè si erano indebitate più volte con la stessa garanzia. Qualcuno da la colpa a Clinton che per legge ha obbligando le banche a finanziare il 107%, cioè il valore della casa più le spese, ma non è solo questo: il problema è che le banche per avere maggiore liquidità hanno venduto obbligazioni che si basavano sulle ipoteche: ma l'ipoteca è già a garanzia di un prestito, quindi le banche emettendo bond (obbligazioni) chiedevano denaro per finanziare altri compratori di case: questo ovviamente genera inflazione perchè se la moneta aumenta per comprare la stessa casa una persona offrirà di più in una spirale continua. Ad un certo punto, aumentando il valore della casa aumenta anche quello della rata e le persone con l'inflazione in aumento non hanno pagato le rate e altri invece essendo le case diventate via via troppo care non hanno acceso nuovi mutui: ovviamente le banche che sono saltate per prime sono quelle che erogavano mutui, le altre sono quelle che avevano finanziato a debito queste banche e ovviamente il valore delle case non rispecchiava affatto il valore del debito essendo due volte il valore della casa: ipoteca più bond sull'ipoteca: le conseguenze sono: crollo del mercato immobiliare, crollo del valore delle case che prima era gonfiato dall'inflazione, crollo delle banche che avevano titoli e obbligazioni delle banche che emettevano mutui e bond sui mutui in un effetto domino devastante dato che tutte le banche sono ampiamente coinvolte.
Il problema non è tanto il subprime (derivato), il problema è su cosa è basato: se è basato su un capitale, su un attitudine a produre reddito senza indebitarsi più del dovuto il subprime fa guaagnare, diversamente è a perdere.
La gente si chiederà il perchè queste banche emettevano obbligazioni sulle ipoteche per finanziarsi. Semplice: il debito ha un effetto leva sul reddito nella misura in cui la percentuale di crescita è abbastanza alta da pagare l'interesse sui bond, rimborsare il capitale e guadagnarci. All'inizio il guadagno c'è sempre: vi ricordate gli anni 80 in Italia: fu lo stesso, uno sviluppo a debito sconsiderato che paghiamo ancora oggi a distanza di vent'anni.
Le imprese e le banche non hanno capito la lezione del nobel Modigliani: egli ha dimostrato che in un sistema privo di tasse è preferibile finanziarsi a debito piuttosto che con aumento di capitale proprio: purtroppo le banche e le imprese non hanno letto tutta la letteratura che spiega in quali condizioni questo non sia vero.
Il problema è dunque la causa dell'inflazione che non è data da una spirale virtuosa di aumenti salariali e aumento e i prezzi, ma dal fatto che 1 dollaro reale garantisce 20 dollari di debiti. Ecco perchè il dollaro è calato così tanto.
Un inflazione alta ma con salari alti e pochi debiti non è un problema: è un'inflazione da troppa liquidità. Qui invece siamo al paradosso perchè manca liquidità ma c'è inflazione alta: questo perchè troppi dollari virtuali hanno invaso il mercato generando inflazione e lasciando al palo salari e consumi.
La via scelta dalla FED e dalla BCE è l'unica strada, peccato solo la mancanza di coraggio di abbassare di un punto intero, ma credo che lo faranno a breve perchè immettere liquidità per salvare le banche significa buttare denaro in un pozzo nero. Abbassare i tassi significa avere più denaro a disposizione nel portafoglio per tentare di far riprendere i consumi.
Visualizzazione post con etichetta crisi economica. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta crisi economica. Mostra tutti i post
giovedì 9 ottobre 2008
lunedì 6 ottobre 2008
Si salvi chi può!!!
Come ampiamente prevedibile le borse oggi sono ancora affondate e questa volta nonostante l'aprovazione del piano americano di salvatggio da 700 miliardi di dollari.
Qualche mese fa le cicale nostrane si affrettavano a cantare dicendo che l'Europa era solida, che aveva un sistema diverso e altre amenità del genere.
Ora tutti gli stati dell'Unione Europea si stanno affrettando a garantire i depositi bancari con misure molto simili. Queste misure sono aspirine a malati terminali.
I tassi d'interesse troppo alti stanno rovinando le famiglie che hanno stipulato mutui a tasso variabile a tassi di usura creando povertà e riducendo fortemente quella liquidità che la BCE sta tentando invano di immettere nel sistema: per immettere liquidità basterebbe ridurre di 2 punti percentuali il tasso d'interesse che avrebbe questi risvolti:
- minore costo delle rate e dunque maggiore liquidità per le famiglie
- la maggiore liquidità naturalmente influisce sui consumi di generi alimentari che sono in discesa incrementandoli con beneficio per l'economia intera.
- diminuzione dei problemi delle famiglie legate al caro vita
Questa ricetta ha un difetto, un grande difetto: dimezzerebbe gli utili delle banche!
Intanto Unicredit perde ancora e a dispetto di quanto dichiarato la settimana scorsa Unicredit farà un aumento di capitale, Telecom sprofonda scendendo sottola soglia dell'euro, ora vale 0,953: ma chi erano gli analisti che davano come valore ideale 2,24 euro? Io li prenderei e li metterei a spaccare le pietre: è l'unico mestiere che possono fare.
Qualche mese fa le cicale nostrane si affrettavano a cantare dicendo che l'Europa era solida, che aveva un sistema diverso e altre amenità del genere.
Ora tutti gli stati dell'Unione Europea si stanno affrettando a garantire i depositi bancari con misure molto simili. Queste misure sono aspirine a malati terminali.
I tassi d'interesse troppo alti stanno rovinando le famiglie che hanno stipulato mutui a tasso variabile a tassi di usura creando povertà e riducendo fortemente quella liquidità che la BCE sta tentando invano di immettere nel sistema: per immettere liquidità basterebbe ridurre di 2 punti percentuali il tasso d'interesse che avrebbe questi risvolti:
- minore costo delle rate e dunque maggiore liquidità per le famiglie
- la maggiore liquidità naturalmente influisce sui consumi di generi alimentari che sono in discesa incrementandoli con beneficio per l'economia intera.
- diminuzione dei problemi delle famiglie legate al caro vita
Questa ricetta ha un difetto, un grande difetto: dimezzerebbe gli utili delle banche!
Intanto Unicredit perde ancora e a dispetto di quanto dichiarato la settimana scorsa Unicredit farà un aumento di capitale, Telecom sprofonda scendendo sottola soglia dell'euro, ora vale 0,953: ma chi erano gli analisti che davano come valore ideale 2,24 euro? Io li prenderei e li metterei a spaccare le pietre: è l'unico mestiere che possono fare.
Etichette:
crisi economica,
economia,
Telecom,
Unicredit
martedì 30 settembre 2008
Unicredit dove sei???
Ancora una volta devo citare un mio post, quello di ieri, Si sprofonda... Unicredit di più! perchè come previsto Unicredit sta affondando. Oggi è stata una giornata relativamente tranquilla, solo -0,50 circa, ma Unicredit perde il 12,68%. Ora se il -10% di ieri era "più comprensibile" in una giornata disastro per tutti, questo -12,68% di oggi è figlio delle gambe di argilla di Unicredit: oggi il comparto bancario ha perso solo lo 0,1%, e sarebbe positivo se togliamo Unicredit. Unicredit paga la notevole esposizione sul mercato di derivati americano e il mercato che conosce le cose fa capire a Unicredit che non è una società sana, a differenza dei giornalisti nostrani che vedevano in Unicredit la grande conglomerata italiana, l'uovo di Colombo del sistema bancario italiano.
Per far capire a chi legge cito Warren Buffet che è l'uomo più ricco del mondo: egli fra le altre cose dice:
- (parlando delle banche d'affari) Ne ricevo anch'io a valanghe, ma non li apro nemmeno. Mi farebbero guadagnare più soldi se mi inviassero direttamente i francobolli con cui imbustano le analisi.
Perchè dice questo Buffet? E' molto semplice: perchè le obbligazioni (o azioni) emesse da un impresa hanno sempre una banca che le colloca e questa banca è SEMPRE in conflitto d'interessi dato che indipendentemente dalla solidità dell'impresa deve rientrare del prestito elargito all'impresa e dunque deve scaricare i rischi sui clienti per lo più ignari del reale valore aziendale e della sua solidità. Abbiamo visto questo con Parmalat, coi bond argentini, con il crack Lehman come esempi più macroscopici, ne stiamo vedendo gli effetti anche su Telecom, su Unicredit e della Saras di Moratti (perlatro ora sotto indagine data la presunta sopravvalutazione delle azioni il cui introito sarebbe servito ai Moratti per pagare l'esposizione con le banche.
Ora se un titolo non è sicuro alla banca non interessa: alla banca interessa far utili e rientrare delle esposizioni, questo ovviamente non coincide con l'interesse dei clienti. E Warren Buffett lo sa benissimo.
Cito anche Peter Lynch, altro miliardario, lui un giorno comprò azioni della Warner a 28$ e gli telefonò no di questi delle banche d'affari dicendo che il titolo era sopravvalutato, le azioni salirono a 38 e lui per sicurezza le vendette nonostante i fondamentali della Warner fossero invariati. Ebbene le azioni arrivarono a 180$ e anche quando crollarono per il fallimento di una controllata valevano comunque il doppio del prezzo di vendita, cioè valevano ancora 76$.
Lynch dice inoltre di non fidarsi delle previsioni degli analisi ma studiare bene l'azienda in cui si intende investire: questo perchè ci può essere una società con problemi ma che è solida, come invece ci sono società apparentemente solide ma che in realtà non lo sono.
Unicredit è una banca apparentemente solida perchè è notevolmente esposta sul mercato dei derivati americano e si troverà nella stessa posizione di molte banche entro poco tempo quando dovrà svalutare il suo patrimonio perchè non è il valore reale dell'impresa.
In tutta questa marea di notizie catastrofiche ce n'è una buona: pare che Warren Buffet sia interessato a Mediaset: se fosse vero finalmente avremo un'informazione libera e sarebbe la fine di Berlusconi dato che nè lui nè tutte le banche italiane hanno la forza di Warren dato che ora ha anche aiutato Goldman Sach comprando una partecipazione del 10%.
Per far capire a chi legge cito Warren Buffet che è l'uomo più ricco del mondo: egli fra le altre cose dice:
- (parlando delle banche d'affari) Ne ricevo anch'io a valanghe, ma non li apro nemmeno. Mi farebbero guadagnare più soldi se mi inviassero direttamente i francobolli con cui imbustano le analisi.
Perchè dice questo Buffet? E' molto semplice: perchè le obbligazioni (o azioni) emesse da un impresa hanno sempre una banca che le colloca e questa banca è SEMPRE in conflitto d'interessi dato che indipendentemente dalla solidità dell'impresa deve rientrare del prestito elargito all'impresa e dunque deve scaricare i rischi sui clienti per lo più ignari del reale valore aziendale e della sua solidità. Abbiamo visto questo con Parmalat, coi bond argentini, con il crack Lehman come esempi più macroscopici, ne stiamo vedendo gli effetti anche su Telecom, su Unicredit e della Saras di Moratti (perlatro ora sotto indagine data la presunta sopravvalutazione delle azioni il cui introito sarebbe servito ai Moratti per pagare l'esposizione con le banche.
Ora se un titolo non è sicuro alla banca non interessa: alla banca interessa far utili e rientrare delle esposizioni, questo ovviamente non coincide con l'interesse dei clienti. E Warren Buffett lo sa benissimo.
Cito anche Peter Lynch, altro miliardario, lui un giorno comprò azioni della Warner a 28$ e gli telefonò no di questi delle banche d'affari dicendo che il titolo era sopravvalutato, le azioni salirono a 38 e lui per sicurezza le vendette nonostante i fondamentali della Warner fossero invariati. Ebbene le azioni arrivarono a 180$ e anche quando crollarono per il fallimento di una controllata valevano comunque il doppio del prezzo di vendita, cioè valevano ancora 76$.
Lynch dice inoltre di non fidarsi delle previsioni degli analisi ma studiare bene l'azienda in cui si intende investire: questo perchè ci può essere una società con problemi ma che è solida, come invece ci sono società apparentemente solide ma che in realtà non lo sono.
Unicredit è una banca apparentemente solida perchè è notevolmente esposta sul mercato dei derivati americano e si troverà nella stessa posizione di molte banche entro poco tempo quando dovrà svalutare il suo patrimonio perchè non è il valore reale dell'impresa.
In tutta questa marea di notizie catastrofiche ce n'è una buona: pare che Warren Buffet sia interessato a Mediaset: se fosse vero finalmente avremo un'informazione libera e sarebbe la fine di Berlusconi dato che nè lui nè tutte le banche italiane hanno la forza di Warren dato che ora ha anche aiutato Goldman Sach comprando una partecipazione del 10%.
Etichette:
Berlusconi,
Buffet,
crisi economia,
crisi economica,
Unicredit
lunedì 22 settembre 2008
Sempre più giù
Venerdì le Borse avevano tirato un respiro di sollievo, almeno così pareva. Invece oggi siamotornati peggo di come eravamo messi giovesì, col petrolio che è salito di prezzo in una sola seduta di 25 dollari, in pratica del 30%.
Nonostante gli annunci di Bush sul piano da 700 miliardi i mercati che bene avevano ragito venerdi, oggi sono affondati nuovamente: la causa è in un sistema che privilegia troppo la speculazione.
Soros, l'uomo che piegato la Banca d'Inghilerra 15 anni fa, da sempre auspica una diversa regolamentazione del mercato in senso più restrittivo: ovviamente come operatore rispetta e usa quelle attuali che l'hanno fatto ricchissimo.
Io spero che Soros dia il colpo finale a questo mercato affinchè lo si possa ristrutturare da capo. Chi ha girato un po' il mondo sa che per esempio la legge della domanda e dell'offerta è in realtà una cosa che esiste solo sui libri, altrimentinon si spiegherebbe perchè la pasta di una notissima marca italiana, fatta in italia, costi la stessa cifra in Italia e dall'altra parte el mondo, nonostante costi di trasporto e dogana.
In realtà sul mercato italiano la legge funziona a fregare la gente perchè la gente non sa quste cose: lo stesso si uò dire di una notissima marca di batterie che addirittura costano il 50% meno: quasi quasi faccio un container le vendo in Italia.
Senza contare i costi telefonici: la banda costa gualeper tutti, anzi per le telco Ialiane dovrebbe costare meno data la maggiore quantità, dnque io non mi spiego come mai l'incidenza sul salario del costo di un sms o di 1 minuto di conversazione in Paraguay sia molto minore che in Italia.
Questa crisi economica è simile a quella degli anni '70: crisi energetica, inflazione e recessione economica: in una parola: stagflazione.
In Italia questa è anche più pesante perchè al contrario degli altri paesi europei noi abbiamo scommesso su salari bassi, come se potessimo fare concorrenza alla Cina con i salari.
Intanto sui Tg nagionali mandano esempi di gente che fa la spesa nei centri commerciali svizzeri dicendo che i prezzi sono dl 30% più bassi e udite udite, le commesse mediamente prendono 800 euro in più: per la serie italiani cornuti e mazziati.
I nostri politici, imprenditori e quant'altro mi devono spiegare come mai in Svizzera un commesso prende quasi il doppio in Italia però i prodotti che vende costino il 30% meno. Cioè in Svizzera hanno salari più alti e costo della vita minore. Dunque c'è qualcosa che non va nel sistema italiano e torniamo al discorso delle batterie e della pasta.
La Banca Europea tra l'altro non aiuta con sua politica volta al contenimento dell'inflazione: in questi 6 anni di euro non ha frenato l'inflazione, non ha saputo aumentare i consumi interni, non ha favorito la circolazione della moneta e creato disoccupazione: queste le accuse del Premio Nobel dell'Economia Modigliani e altri economisti alla BCE.
Putroppo in questi casi è molto meglio avere un po' d'inflazione ma avere meno disoccupazione e conseguentemente aumento di consumi che sono a minimo da 10 anni aquesta parte. Negli anni '70 la stagflazione si curò male, ma ora anche peggio: però mi ricordo gli anni '80 con l'inflazione all'8% però si trovava lavoro molto più facilmente di ora perchè la gente consumava di più
Quando i signoroni della BCE capiranno che non è la quantità di moneta sul mercato il problema ma la lentezza con cui circola risolveranno il problema (forse, perfino Friedman l'ha capito). Posso immettere nel mercato qualsiasi quantità di moneta, ma se non circola sei fregato. Posso avere soltanto un biglietto da 10 euro in uno stato, ma possono essere ricchi tutti. Dipende da quanto velocemente circola questo biglietto da 10 euro.
Nonostante gli annunci di Bush sul piano da 700 miliardi i mercati che bene avevano ragito venerdi, oggi sono affondati nuovamente: la causa è in un sistema che privilegia troppo la speculazione.
Soros, l'uomo che piegato la Banca d'Inghilerra 15 anni fa, da sempre auspica una diversa regolamentazione del mercato in senso più restrittivo: ovviamente come operatore rispetta e usa quelle attuali che l'hanno fatto ricchissimo.
Io spero che Soros dia il colpo finale a questo mercato affinchè lo si possa ristrutturare da capo. Chi ha girato un po' il mondo sa che per esempio la legge della domanda e dell'offerta è in realtà una cosa che esiste solo sui libri, altrimentinon si spiegherebbe perchè la pasta di una notissima marca italiana, fatta in italia, costi la stessa cifra in Italia e dall'altra parte el mondo, nonostante costi di trasporto e dogana.
In realtà sul mercato italiano la legge funziona a fregare la gente perchè la gente non sa quste cose: lo stesso si uò dire di una notissima marca di batterie che addirittura costano il 50% meno: quasi quasi faccio un container le vendo in Italia.
Senza contare i costi telefonici: la banda costa gualeper tutti, anzi per le telco Ialiane dovrebbe costare meno data la maggiore quantità, dnque io non mi spiego come mai l'incidenza sul salario del costo di un sms o di 1 minuto di conversazione in Paraguay sia molto minore che in Italia.
Questa crisi economica è simile a quella degli anni '70: crisi energetica, inflazione e recessione economica: in una parola: stagflazione.
In Italia questa è anche più pesante perchè al contrario degli altri paesi europei noi abbiamo scommesso su salari bassi, come se potessimo fare concorrenza alla Cina con i salari.
Intanto sui Tg nagionali mandano esempi di gente che fa la spesa nei centri commerciali svizzeri dicendo che i prezzi sono dl 30% più bassi e udite udite, le commesse mediamente prendono 800 euro in più: per la serie italiani cornuti e mazziati.
I nostri politici, imprenditori e quant'altro mi devono spiegare come mai in Svizzera un commesso prende quasi il doppio in Italia però i prodotti che vende costino il 30% meno. Cioè in Svizzera hanno salari più alti e costo della vita minore. Dunque c'è qualcosa che non va nel sistema italiano e torniamo al discorso delle batterie e della pasta.
La Banca Europea tra l'altro non aiuta con sua politica volta al contenimento dell'inflazione: in questi 6 anni di euro non ha frenato l'inflazione, non ha saputo aumentare i consumi interni, non ha favorito la circolazione della moneta e creato disoccupazione: queste le accuse del Premio Nobel dell'Economia Modigliani e altri economisti alla BCE.
Putroppo in questi casi è molto meglio avere un po' d'inflazione ma avere meno disoccupazione e conseguentemente aumento di consumi che sono a minimo da 10 anni aquesta parte. Negli anni '70 la stagflazione si curò male, ma ora anche peggio: però mi ricordo gli anni '80 con l'inflazione all'8% però si trovava lavoro molto più facilmente di ora perchè la gente consumava di più
Quando i signoroni della BCE capiranno che non è la quantità di moneta sul mercato il problema ma la lentezza con cui circola risolveranno il problema (forse, perfino Friedman l'ha capito). Posso immettere nel mercato qualsiasi quantità di moneta, ma se non circola sei fregato. Posso avere soltanto un biglietto da 10 euro in uno stato, ma possono essere ricchi tutti. Dipende da quanto velocemente circola questo biglietto da 10 euro.
Etichette:
crisi economica,
economia
Iscriviti a:
Post (Atom)