Come ampiamente prevedibile le borse oggi sono ancora affondate e questa volta nonostante l'aprovazione del piano americano di salvatggio da 700 miliardi di dollari.
Qualche mese fa le cicale nostrane si affrettavano a cantare dicendo che l'Europa era solida, che aveva un sistema diverso e altre amenità del genere.
Ora tutti gli stati dell'Unione Europea si stanno affrettando a garantire i depositi bancari con misure molto simili. Queste misure sono aspirine a malati terminali.
I tassi d'interesse troppo alti stanno rovinando le famiglie che hanno stipulato mutui a tasso variabile a tassi di usura creando povertà e riducendo fortemente quella liquidità che la BCE sta tentando invano di immettere nel sistema: per immettere liquidità basterebbe ridurre di 2 punti percentuali il tasso d'interesse che avrebbe questi risvolti:
- minore costo delle rate e dunque maggiore liquidità per le famiglie
- la maggiore liquidità naturalmente influisce sui consumi di generi alimentari che sono in discesa incrementandoli con beneficio per l'economia intera.
- diminuzione dei problemi delle famiglie legate al caro vita
Questa ricetta ha un difetto, un grande difetto: dimezzerebbe gli utili delle banche!
Intanto Unicredit perde ancora e a dispetto di quanto dichiarato la settimana scorsa Unicredit farà un aumento di capitale, Telecom sprofonda scendendo sottola soglia dell'euro, ora vale 0,953: ma chi erano gli analisti che davano come valore ideale 2,24 euro? Io li prenderei e li metterei a spaccare le pietre: è l'unico mestiere che possono fare.
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lunedì 6 ottobre 2008
martedì 30 settembre 2008
Unicredit dove sei???
Ancora una volta devo citare un mio post, quello di ieri, Si sprofonda... Unicredit di più! perchè come previsto Unicredit sta affondando. Oggi è stata una giornata relativamente tranquilla, solo -0,50 circa, ma Unicredit perde il 12,68%. Ora se il -10% di ieri era "più comprensibile" in una giornata disastro per tutti, questo -12,68% di oggi è figlio delle gambe di argilla di Unicredit: oggi il comparto bancario ha perso solo lo 0,1%, e sarebbe positivo se togliamo Unicredit. Unicredit paga la notevole esposizione sul mercato di derivati americano e il mercato che conosce le cose fa capire a Unicredit che non è una società sana, a differenza dei giornalisti nostrani che vedevano in Unicredit la grande conglomerata italiana, l'uovo di Colombo del sistema bancario italiano.
Per far capire a chi legge cito Warren Buffet che è l'uomo più ricco del mondo: egli fra le altre cose dice:
- (parlando delle banche d'affari) Ne ricevo anch'io a valanghe, ma non li apro nemmeno. Mi farebbero guadagnare più soldi se mi inviassero direttamente i francobolli con cui imbustano le analisi.
Perchè dice questo Buffet? E' molto semplice: perchè le obbligazioni (o azioni) emesse da un impresa hanno sempre una banca che le colloca e questa banca è SEMPRE in conflitto d'interessi dato che indipendentemente dalla solidità dell'impresa deve rientrare del prestito elargito all'impresa e dunque deve scaricare i rischi sui clienti per lo più ignari del reale valore aziendale e della sua solidità. Abbiamo visto questo con Parmalat, coi bond argentini, con il crack Lehman come esempi più macroscopici, ne stiamo vedendo gli effetti anche su Telecom, su Unicredit e della Saras di Moratti (perlatro ora sotto indagine data la presunta sopravvalutazione delle azioni il cui introito sarebbe servito ai Moratti per pagare l'esposizione con le banche.
Ora se un titolo non è sicuro alla banca non interessa: alla banca interessa far utili e rientrare delle esposizioni, questo ovviamente non coincide con l'interesse dei clienti. E Warren Buffett lo sa benissimo.
Cito anche Peter Lynch, altro miliardario, lui un giorno comprò azioni della Warner a 28$ e gli telefonò no di questi delle banche d'affari dicendo che il titolo era sopravvalutato, le azioni salirono a 38 e lui per sicurezza le vendette nonostante i fondamentali della Warner fossero invariati. Ebbene le azioni arrivarono a 180$ e anche quando crollarono per il fallimento di una controllata valevano comunque il doppio del prezzo di vendita, cioè valevano ancora 76$.
Lynch dice inoltre di non fidarsi delle previsioni degli analisi ma studiare bene l'azienda in cui si intende investire: questo perchè ci può essere una società con problemi ma che è solida, come invece ci sono società apparentemente solide ma che in realtà non lo sono.
Unicredit è una banca apparentemente solida perchè è notevolmente esposta sul mercato dei derivati americano e si troverà nella stessa posizione di molte banche entro poco tempo quando dovrà svalutare il suo patrimonio perchè non è il valore reale dell'impresa.
In tutta questa marea di notizie catastrofiche ce n'è una buona: pare che Warren Buffet sia interessato a Mediaset: se fosse vero finalmente avremo un'informazione libera e sarebbe la fine di Berlusconi dato che nè lui nè tutte le banche italiane hanno la forza di Warren dato che ora ha anche aiutato Goldman Sach comprando una partecipazione del 10%.
Per far capire a chi legge cito Warren Buffet che è l'uomo più ricco del mondo: egli fra le altre cose dice:
- (parlando delle banche d'affari) Ne ricevo anch'io a valanghe, ma non li apro nemmeno. Mi farebbero guadagnare più soldi se mi inviassero direttamente i francobolli con cui imbustano le analisi.
Perchè dice questo Buffet? E' molto semplice: perchè le obbligazioni (o azioni) emesse da un impresa hanno sempre una banca che le colloca e questa banca è SEMPRE in conflitto d'interessi dato che indipendentemente dalla solidità dell'impresa deve rientrare del prestito elargito all'impresa e dunque deve scaricare i rischi sui clienti per lo più ignari del reale valore aziendale e della sua solidità. Abbiamo visto questo con Parmalat, coi bond argentini, con il crack Lehman come esempi più macroscopici, ne stiamo vedendo gli effetti anche su Telecom, su Unicredit e della Saras di Moratti (perlatro ora sotto indagine data la presunta sopravvalutazione delle azioni il cui introito sarebbe servito ai Moratti per pagare l'esposizione con le banche.
Ora se un titolo non è sicuro alla banca non interessa: alla banca interessa far utili e rientrare delle esposizioni, questo ovviamente non coincide con l'interesse dei clienti. E Warren Buffett lo sa benissimo.
Cito anche Peter Lynch, altro miliardario, lui un giorno comprò azioni della Warner a 28$ e gli telefonò no di questi delle banche d'affari dicendo che il titolo era sopravvalutato, le azioni salirono a 38 e lui per sicurezza le vendette nonostante i fondamentali della Warner fossero invariati. Ebbene le azioni arrivarono a 180$ e anche quando crollarono per il fallimento di una controllata valevano comunque il doppio del prezzo di vendita, cioè valevano ancora 76$.
Lynch dice inoltre di non fidarsi delle previsioni degli analisi ma studiare bene l'azienda in cui si intende investire: questo perchè ci può essere una società con problemi ma che è solida, come invece ci sono società apparentemente solide ma che in realtà non lo sono.
Unicredit è una banca apparentemente solida perchè è notevolmente esposta sul mercato dei derivati americano e si troverà nella stessa posizione di molte banche entro poco tempo quando dovrà svalutare il suo patrimonio perchè non è il valore reale dell'impresa.
In tutta questa marea di notizie catastrofiche ce n'è una buona: pare che Warren Buffet sia interessato a Mediaset: se fosse vero finalmente avremo un'informazione libera e sarebbe la fine di Berlusconi dato che nè lui nè tutte le banche italiane hanno la forza di Warren dato che ora ha anche aiutato Goldman Sach comprando una partecipazione del 10%.
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lunedì 29 settembre 2008
Si sprofonda.. Unicredit di più!
Come previsto nel mio post "Vacche Magre" l'economia mondiale sta andando sempre più giù. Oggi c'è stato un altro crollo delle borse mondiali a causa della mancata approvazione da parte del Congrasso americano del piano di salvataggio proposto da Bush. Giusamente negli USA fanno fallire chi sbaglia, anche se i rischi sono grandi: giustamente perchè non è giusto che lo stato spenda soldi per pagare gli errori dei privati che statalizzano le perdite e si appropriano degli utili, prassi tutta Italiana.
Il piano in realtà era una cosa abbastanza sensata ma rischiosa: se si fossero spesi quei 700 miliardi e non fossero bastati sarebbero stati guai catastrofici, perchè non è detto che questi 700 miliardi sarebbero bastati, ma se si fossero spesi in caso di altri crack sarebbe statoil disastro totale e dato che di altri crack ce ne saranno è meglio che i soldi stiano dove sono ora senza salvare nessuno.
Il rischio di effetto domino ancora più pesante di quello attuale è evidente: un nuovo '29 è all'orizzonte, tutti in cuor loro lo sanno, ma i baroni dell'economia fanno finta nelle loro dichiarazioni sprizzando ottimismo da tutti i pori. Invece questo è solo l'inizio a meno che non saranno varati provvedimenti adatti e molto velocemente.
Ora abbiamo un inflazione in crescita con abbssameto dei consumi nonostante un alto tasso d'interesse e più lo si alzerà più aumenterà l'inflazione perhèin realtà non esiste correlazione provata fra le due cose come invece ci insegnano a scuola: non è vero che aumentando la moneta circolante aumenta l'inflazione o diminuendola diminisce l'inflazione.
La prova è evidente agli occhi di tutti. Ora se diminuiscono i consumi è ovvio che diminuisca la produzione: se lagente non compra l'industrale non produce: maperchè la gente non compra?
Perchè non ha i soldi per farlo essendosi indebitata irragionevolmente per comprare beni di largo consumo a rate, oltre ai mutui. Ciaramentelagente deve mangiare, e se prima poteva sprecare con meno moneta nonpuò farlo, deve stare attenta a come spende: questa meno moneta tradotta sono salari più bassi rispetto al costo della reale per mantenere il livello di vita di qualche anno fa.
Questo ha portato moltissimi a non poter pagare le rate dei mutui e a far crollare le prime banche e di qui l'effetto a catena. In Italia sta arrivando ora: Unicredit perse il 14% in una sola seduta quel martedì 16 settembre, oggi ha lasciato il 10%, il titolo vale la metà d quanto valeva all'inizio dell'anno. Fossi un correntista Unicredit mi affretterei a ritirare i soldi perchè Unicredit è un gigante con le gambe di argilla. E se fossi uno di quegli sciagurati che invece di tenersi la liquidazione dal proprio datore di lavoro chiederi lumi su dove sono stati investiti i soldi, idem se avessi sottoscritto qualche piano d'investimento.
Unicredit che è già nella bufera perchè avrebbe venduto prodotti finanziari speculativi a molti imprenditori senza dirgli che erano prodotti ad alto rischio: naturalmente Unicredit tiene per se gli utili e scarica i propri errori sugli ignari clienti. Questo è il forum Adusbef dove si parla di Unicredit: c'è da sbiancarsi i capelli. Ma la Consob dov'è? C'è? Esiste?
Crollo di Parmalat docet: Unicredit farà il tonfo.
Inoltre vi consiglio di leggere questo forum: è edificante.
Il piano in realtà era una cosa abbastanza sensata ma rischiosa: se si fossero spesi quei 700 miliardi e non fossero bastati sarebbero stati guai catastrofici, perchè non è detto che questi 700 miliardi sarebbero bastati, ma se si fossero spesi in caso di altri crack sarebbe statoil disastro totale e dato che di altri crack ce ne saranno è meglio che i soldi stiano dove sono ora senza salvare nessuno.
Il rischio di effetto domino ancora più pesante di quello attuale è evidente: un nuovo '29 è all'orizzonte, tutti in cuor loro lo sanno, ma i baroni dell'economia fanno finta nelle loro dichiarazioni sprizzando ottimismo da tutti i pori. Invece questo è solo l'inizio a meno che non saranno varati provvedimenti adatti e molto velocemente.
Ora abbiamo un inflazione in crescita con abbssameto dei consumi nonostante un alto tasso d'interesse e più lo si alzerà più aumenterà l'inflazione perhèin realtà non esiste correlazione provata fra le due cose come invece ci insegnano a scuola: non è vero che aumentando la moneta circolante aumenta l'inflazione o diminuendola diminisce l'inflazione.
La prova è evidente agli occhi di tutti. Ora se diminuiscono i consumi è ovvio che diminuisca la produzione: se lagente non compra l'industrale non produce: maperchè la gente non compra?
Perchè non ha i soldi per farlo essendosi indebitata irragionevolmente per comprare beni di largo consumo a rate, oltre ai mutui. Ciaramentelagente deve mangiare, e se prima poteva sprecare con meno moneta nonpuò farlo, deve stare attenta a come spende: questa meno moneta tradotta sono salari più bassi rispetto al costo della reale per mantenere il livello di vita di qualche anno fa.
Questo ha portato moltissimi a non poter pagare le rate dei mutui e a far crollare le prime banche e di qui l'effetto a catena. In Italia sta arrivando ora: Unicredit perse il 14% in una sola seduta quel martedì 16 settembre, oggi ha lasciato il 10%, il titolo vale la metà d quanto valeva all'inizio dell'anno. Fossi un correntista Unicredit mi affretterei a ritirare i soldi perchè Unicredit è un gigante con le gambe di argilla. E se fossi uno di quegli sciagurati che invece di tenersi la liquidazione dal proprio datore di lavoro chiederi lumi su dove sono stati investiti i soldi, idem se avessi sottoscritto qualche piano d'investimento.
Unicredit che è già nella bufera perchè avrebbe venduto prodotti finanziari speculativi a molti imprenditori senza dirgli che erano prodotti ad alto rischio: naturalmente Unicredit tiene per se gli utili e scarica i propri errori sugli ignari clienti. Questo è il forum Adusbef dove si parla di Unicredit: c'è da sbiancarsi i capelli. Ma la Consob dov'è? C'è? Esiste?
Crollo di Parmalat docet: Unicredit farà il tonfo.
Inoltre vi consiglio di leggere questo forum: è edificante.
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